Nick Bostrom, uno scienziato della NASA, si è reso protagonista di una dichiarazione molto significativa e suggestiva: "viviamo in una simulazione al computer, gli alieni ci tengono in trappola". Il paragone con il film Matrix viene naturale, viviamo realmente in una realtà simulata? Molti scienziati sostengono che la nostra vita è una realtà generata da alcune "macchine intelligenti". E' realmente così?
Dunque secondo Bostrom i nostri corpi sarebbero "sospesi" in vasche piene di liquidi, mentre il nostro cervello "creerebbe delle mere illusioni della nostra vita". Fantascienza o ipotesi percorribile?
In realtà il dottor Bostrom sostiene che il nostro corpo non sia fatto di carne ed il nostro cervello esiste solo come una rete di circuiti nel computer. Nella meccanica quantistica, le particelle non hanno uno stato ben definito e tanto meno possono essere osservate. Una spiegazione potrebbe essere che stiamo vivendo all'interno di una simulazione che ci fa vedere ciò che abbiamo bisogno di vedere.
La NASA conferma la "teoria Matrix"
Rich Terrile, direttore del Centro per il calcolo evolutivo e Design automatico presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA, ha discusso e affrontato la questione circa la simulazione digitale. Terrile è convinto che entro 10 anni i computer avranno il potenziale per calcolare un'intera vita umana, per cui sarà possibile creare una simulazione del nostro mondo.
Terrile ha dichiarato: "in questo momento i più veloci supercomputer della NASA stanno lavorando a quasi il doppio della velocità rispetto ad un comune cervello umano". Se fate un semplice calcolo utilizzando la Legge di Moore (in cui si afferma che i computer raddoppiano le loro potenzialità ogni due anni) vi accorgerete che questi supercomputer, entro un decennio, saranno in grado di poter calcolare tutta la vita umana di 80 anni.
Nick Bostrom dunque ci suggerisce che stiamo vivendo una sorta di "gioco alieno virtuale". la realtà è che è inquietante pensare che il mondo sia "diretto" da entità aliene come in un film di fantascienza e che noi potremmo essere i loro "giocattoli". Ma in realtà, oggi, siamo diventati i giocattoli dei signori del potere occulto, la famose Elite composta dagli Illuminati della Cabal, che ci sfrutta e ci rende schiavi per il progetto del NWO. Molti dicono che siano proprio loro i veri alieni che impongono una politica dittatoriale nazi-fascista, coloro che hanno creato guerre e continuano a crearne per i profitti personali.
A chi dobbiamo credere allora? Qual è la realtà dei fatti?
L'alba del giorno dopo
"Una cosa è assolutamente certa: siamo da tempo sotto l'osservazione di esseri provenienti dagli spazi interstellari". Albert M. Chop
12 gennaio, 2015
27 aprile, 2013
La teoria della creazione - Kramer, Sitchin e Melchizedek a confronto
Samuel Noah Kramer, storico statunitense esperto in
assiriologia, ritiene che la civiltà dei
Sumeri sia stata la prima civiltà,
fra l’altro una civiltà molto evoluta.
Nel suo saggio “I Sumeri alle radici della storia”,
Kramer parla di prima cosmologia, primi principi morali, prime leggi, prime
ricette mediche ecc.
Oggi ci sono però tesi
differenti che asseriscono che la civiltà dei Sumeri, per quanto antica, non
sia stata la prima civiltà: essa è oggi costretta a cedere il passo alla più
antica India. In realtà si può affermare che, per quanto riguarda la zona
europea del Mediterraneo, la civiltà più antica fu quella sumera ma dire quale
sia la civiltà più antica in assoluto non è semplice sia per le divergenze
delle tesi in materia sia perché potrebbero crearsi confusioni anche sulla
provenienza dei vari popoli. La civiltà sumera è stata indubbiamente molto
evoluta per il periodo in cui è sorta, tant’è che Zecharia Sitchin ha elaborato
una teoria diversa sulle loro origini, ma di questo parleremo in seguito.
I Sumeri occupavano il
territorio della Mesopotamia, a sud dell’attuale Iraq. Le più antiche
testimonianze scritte (tavolette d’argilla) risalgono al 3.500 a .C. In questo
periodo in Mesopotamia sorgevano già delle piccole città stato come Ur, Lagash,
Nippur e Eridu con a capo un lugal, cioè un principe locale. Non bisogna
confondere la cultura sumera con quella degli Assiro-babilonesi che vennero
posteriormente, vale a dire attorno al IV millennio a.C.
Il primo re di cui si hanno
iscrizioni certe è Enmebaragesi di Kish e siamo nel 2.650 a .C. circa. La città
che emerge è Lagash, su cui ruota per diversi decenni tutta la politica del
tempo, considerando per esempio che un suo lugal, Urukagina, fu conosciuto
anche come grande legislatore.
Egli detenne il potere sul
territorio fino all’avvento della città di Umma il cui capo Lugalzaggisi
sconfisse Urukagina. Lugalzaggisi pensava in grande, egli volse il suo sguardo
tanto ad occidente, verso le regioni mediterranee, quanto ad oriente: abbiamo
con lui il primo pensiero di “monarchia universale” che la storia conosca e
questo determinò una grande evoluzione nella vita sociale, economica ed
istituzionale.
Il sistema di numerazione
sumero era sessagesimale, cioè un sistema di numerazione posizionale in cui si
utilizzino sessanta simboli per rappresentare i numeri.
Le tavolette del 3.000 a .C. dimostrano che
era presente un simbolo per l’1, uno per il 10, uno per il 60, uno per il 600 e
uno per il 3.600. Il sistema era posizionale, dunque il numero si evinceva in
base alla posizione dei simboli stessi.
A partire dal 2.000 a .C. si affermò un
nuovo sistema di numerazione che utilizzava solo due simboli: uno per
rappresentare l’1 e l’altro per il 10. Il sistema era sempre posizionale (in
parte anche additivo, usato ad esempio per scrivere numeri grandi) e
sessagesimale. Lo svantaggio di questo sistema numerico era costituito dal
fatto che mancavano sia lo zero, sia un simbolo per separare i numeri (tipo la
nostra virgola), dunque le cifre potevano dare adito ad ambiguità. In realtà il
separatore c’era ma non veniva utilizzato. Come mai il popolo della Mesopotamia
aveva scelto proprio un sistema sessagesimale? Perché era un sistema piuttosto
semplice da utilizzare, non soltanto per
le frazioni quanto in campo astronomico. L’evoluzione di questo sistema
numerico è attestato dalle tavolette d’argilla e da testi matematici che
contengono nozioni di carattere commerciale e legale.
Da questo sistema di
numerazione nacquero, dal 2.400
a .C., le prime tabelle per la moltiplicazione, la
divisione ed altre operazioni. In seguito si sviluppò l’algebra e lo studio
dell’astronomia. Riguardo la disciplina astronomica sono state scritte da parte
di questo popolo opere di una certa importanza.
La scrittura sumera (e
babilonese) era di tipo cuneiforme ed è molto difficile decifrarne i caratteri.
Verso il 2.400 a .C.
i Sumeri furono assaliti dagli Accadi, un popolo proveniente dal deserto vicino
e guidato da Sargon I il quale istituì un vasto impero i cui centri di potere
erano Ur e Agade. Gli Accadi assimilarono molti tratti della cultura sumera
come la scrittura e il sistema numerico. Tuttavia già dal II millennio a.C. le
città stato tornarono ad essere indipendenti.
Intorno al 2.460 a .C. nuove
popolazioni sopraggiunsero: quella dei Semiti, proveniente dal deserto arabo e
guidata successivamente dal grande Sargon di Akkad che sconfisse Lugalzaggisi e
divenne fondatore dell’impero; poi (intorno al 2.300-2.100 a .C.) i Gutei che
portarono distruzione e fame e sconfissero i Semiti. Lentamente, sotto la
sovranità di Gudea, Lagash rinacque e poi anche Ur con la sua dinastia che
regnò sulle quattro parti del mondo ma in cui
il monarca assume un titolo molto significativo: “Re di Sumer e di
Akkad” vale a dire che i due popoli, Sumeri e Semiti, si erano uniti
storicamente.
I successivi invasori dei
Sumeri furono gli Ittiti che affidarono il ruolo di capitale a Babilonia. Tra
il 1.793 e 1.750 a .C. la città di Babilonia estese il suo
dominio sotto la guida di Hammurabi, videro così la luce le prime impostazioni
giuridiche codificate.
Vennero poi gli Assiri (885 a .C.) che furono a loro
volta conquistati dai Caldei, una popolazione della Mesopotamia meridionale.
Nel 311 a .C.
si stabilì la dinastia dei Seleucidi, chiamata così da Seleuco, uno dei
generali di Alessandro Magno.
E fu così che i Sumeri
entrarono in contatto con la cultura greca.
COSMOLOGIA E MITOLOGIA
I Sumeri non avevano una
filosofia vera e propria ma avevano riflettuto ed indagato sulla natura
dell’universo ed erano talmente convinti delle loro idee che non hanno mai
sentito il bisogno di formularle per iscritto il loro modo di vedere l’universo
e la vita che si devono estrapolare dai miti e dagli inni.
La religione dei Sumeri era
politeista. Essi avevano circa un centinaio di dei, alcuni più importanti,
altri meno. Secondo il popolo sumero l’universo visibile si presentava sotto
forma di semisfera, alla cui base c’era la terra e sopra il cielo. Questa
semisfera si chiamava An-Ki (An= cielo, Ki= terra). Intorno alla terra c’era
il mare e al di sotto di questo mare,
nella parte diametralmente opposta del cielo, vi erano gli inferi che loro
denominavano Kur. Oltre al mare, tra il cielo e la terra, loro posizionavano il
vento, lil, vocabolo che significa anche soffio, aria, spirito.
Di questo universo, i Sumeri
sostenevano che il primo elemento ad essere creato fosse il mare (l’Oceano
primigenio infinito). Dal mare nacquero il cielo e la terra e dal cielo e la
terra nacquero gli dei.
Gli dei più importanti erano
quattro: An (dio del cielo), Enlil (dio dell’aria), Enki (dio dell’abisso e
dell’oceano) e Ninhursag (dea nota come la signora maestosa. Si sostiene che in
origine il suo nome fosse Ki, terra, la sposa di An, cielo).
Molto probabilmente in epoca
arcaica il dio più importante era An, ritenuto il supremo re del pantheon,
tuttavia già da fonti che risalgono al 2.500 a .C. possiamo apprendere che questo ruolo
sia stato successivamente assolto da Enlil che venne considerato il Padre degli
dei. I motivi di questa sostituzione ci sono ignoti.
Per i Sumeri gli dei erano
immortali ma vivevano comunque come gli uomini: avevano bisogno di mangiare, di
bere e potevano anche essere uccisi. Essi sostenevano che gli dei si
comportassero in modo virtuoso ma che, allo stesso tempo, questi stessi dei
avessero introdotto il male, la violenza, la menzogna e l’oppressione nel mondo
al fine di mantenere l’ordine cosmico. Il male quindi viene visto dai Sumeri
come un principio necessario e questo stesso assunto lo ritroviamo nel vedismo
e nel taoismo.
Gli inni per gli dei
esaltano bontà, rettitudine e giustizia, questo testimonia che la civiltà dei
Sumeri era una civiltà con grandi ideali morali infatti essi avevano un dio
(Utu, dio del sole) il quale aveva come compito proprio quello di mantenere
l’ordine morale. Oltre a Utu anche la dea Nanshe non tollerava offese alla
verità e alla giustizia.
Alcuni elementi della mitologia
sumera li ritroviamo anche in quella greca, ad esempio il fatto che il dio del
Sole viaggiasse su di un carro.
I Sumeri inoltre credevano,
come generalmente tutti i popoli antichi, in una perduta età dell’oro, un’età
di abbondanza e di pace e in cui tutti parlavano una lingua comune. Per i
Sumeri questa età dell’oro sarebbe terminata a causa della gelosia del dio Enki
nei confronti del dio Enlil. Enki, a
causa della sua rabbia, sostituì il linguaggio comune con la molteplicità delle
lingue, tema analogo a quello delle torre di Babele.
LE ORIGINI DEI SUMERI SECONDO
SITCHIN
Decifrare le tavolette
d’argilla non è impresa facile. Uno dei pochi che possiede questa capacità è il
famoso studioso e professore Zecharia Sitchin,
autore di libri sulla civiltà sumera, tra cui “Il pianeta degli dei” e “Le
astronavi del Sinai” e via dicendo.
Sitchin sostiene che i
Sumeri siano il prodotto dell’accoppiamento con una razza aliena di aspetto
simile al nostro (perché noi siamo “a loro immagine e somiglianza”). Si
tratterebbe di esseri intelligenti che i Sumeri chiamavano Anunnaki (figli del
dio An) e che la Bibbia
chiama Nephilim. Erano giganti (Genesi 6,4) e venivano da un pianeta che ha
un’orbita ellittica simile a quella delle comete, che transita tra Marte e
Giove ogni 3.600 anni: ”il dodicesimo
pianeta”. Praticamente secondo il professor Sitchin la selezione naturale
di Darwin c’è stata ed ha prodotto i primati superiori dai quali discendiamo.
Poi, grazie agli Anunnaki,
c’è stato il salto verso l’Homo sapiens.
Secondo la sua teoria le
cose sarebbero andate così: gli Anunnaki
avrebbero iniziato a visitare la terra mezzo milione di anni fa e le
loro gesta sono quelle che leggiamo nell’Antico Testamento o nel poema di
Gilgamesh. In seguito avrebbero colonizzato la terra. Avendo bisogno di persone
che lavorassero nelle miniere in Africa avrebbero creato “l’uomo” che
corrisponde all’Homo sapiens, il quale fu generato appositamente per lavorare
nelle miniere. L’uomo sarebbe nato quindi nell’attuale Africa, in
corrispondenza con la teoria darwiniana.
Una volta creato, l’uomo
avrebbe avuto due opportunità:
1) avrebbe carpito agli
alieni il segreto per evolvere, cioè per non essere solo un lavoratore;
2) le donne terrestri si
sarebbero accoppiate con gli extraterrestri, infatti la Bibbia riporta che: “gli
dei si innamorarono delle figlie degli uomini”. In Genesi (6, 2) leggiamo
che “i figli di Dio, vedendo che le
figlie degli uomini erano adatte, si presero in moglie tutte quelle che loro
piacevano”. Da questo accoppiamento sarebbero nati, secondo l’autore, i
giganti, cioè una razza perfetta (gli atlantidei erano dei giganti e forse
anche i lemuri) e molti di questi esseri divini (alieni) sarebbero ancora qui
sulla terra.
Alcuni sostengono che
dall’accoppiamento tra un essere divino e un uomo nasca un individuo biondo con
gli occhi azzurri. Altri, di contro, sostengono che questo tipo di individuo
nasca dall’accoppiamento di due semidei.
Cioè:
alieno + uomo = semidio 1
altro alieno + altro uomo =
semidio 2
semidio 1 + semidio 2 = essere
biondissimo con gli occhi azzurri.
(Naturalmente ciò non deve
portarci a supporre che tutte le persone bionde con gli occhi azzurri siano
semidei, anche se in questi ultimi anni, avvicinandoci alla quarta dimensione,
stanno nascendo molti individui con queste caratteristiche).
Qui si rendono necessarie
alcune riflessioni.
Sul libro “Antropologia
degli alieni” (M. Centini, D. Grezzo e D. Tacchino) vi è una parte (scheda 9)
in cui si parla di una tipologia di alieni descritti come esseri biondi e
asessuati, simili agli angeli. Troviamo anche un’immagine ed è sorprendente
constatare come l’espressione del viso di questi alieni e in particolare i loro
occhi (molto grandi) somiglino alle raffigurazioni dei Sumeri presenti nel
libro di Kramer. Le foto riportate nel saggio di Kramer, nonché i miti dei
Sumeri, lasciano molto spazio per pensare che la teoria di Sitchin non sia
affatto fantasiosa.
Drunvalo Melchizedek invece,
in "L’antico segreto del fiore della vita" propone una visione simile a quella di
Sitchin ma con una leggera variante: per lui siamo nati dall’accoppiamento
di due razze aliene: gli Anunnaki (tridimensionali) e i Siriani
(quadrimensionali); anche questi ultimi erano dei giganti. Duemila anni dopo
questo accoppiamento sarebbero nati i primi individui umani, precisamente a
Gondwana, isola (o area, non si sa di preciso se fosse un isola o un insieme di
terre) posta ad ovest dell’Africa e che oggi non esiste più. Non a caso i miti
della creazione di popoli occidentali africani asseriscono che essi hanno avuto
origine da un’isola, Gondwana, appunto. Ciò troverebbe conferma ancora una
volta nella tesi che sostiene che la razza umana sia nata in Africa.
Secondo Sitchin la razza
umana è nata 300.000 anni fa mentre secondo Melquizedeq 200.207 anni fa.
Nel testo di Kramer leggiamo
che “alla base delle idee e dell’ideale etico dei Sumeri era il ‘dogma’ che
l’uomo fosse stato fatto di argilla per servire gli dei”.
I Sumeri hanno due poemi
mitici che rispecchiano pienamente l’assunto di Sitchin. Di questi poemi uno è
interamente dedicato alla creazione dell’uomo, l’altro illustra perché l’uomo è
stato creato e parla di un contrasto tra due divinità minori.
- Il primo poema spiega che prima della nascita dell’uomo furono creati sei tipi di esseri imperfetti: gli ultimi due tipi erano una femmina sterile ed un essere asessuato.
- Il primo poema spiega che prima della nascita dell’uomo furono creati sei tipi di esseri imperfetti: gli ultimi due tipi erano una femmina sterile ed un essere asessuato.
Questi esseri imperfetti
potrebbero essere quelli che noi conosciamo come uomini primitivi?
- Il secondo poema mitico
invece parla di due dei (il dio del bestiame Lahar e sua sorella Ashnan, dea
del grano) che furono creati nella sala di creazione degli dei affinchè gli
Anunnaki avessero di che nutrirsi e vestirsi.
Questo poema ha dunque
portato i Sumeri a ritenere che l’uomo fosse nato per servire gli dei e da ciò
scaturì la loro devozione verso le divinità.
Come possiamo notare, quindi,
i miti dei Sumeri lasciano largo spazio affinché le teorie di Sitchin e di
Melchizedek circa la creazione dell’uomo non vengano accantonate come frutto di
pura fantasia, anzi, comparando le varie fonti possiamo notare che tutti i
pezzetti del puzzle coincidono.
23 luglio, 2011
Alieni nell'antichità
20 luglio 1969. Gli astronauti Neal Armstrong e Buzz Aldrin furono i primi uomini a toccare il suolo lunare; come se fossero alieni e stessero visitando un altro mondo.
"E' un piccolo passo per l'uomo, ma un grande balzo per l'umanità".
Ma se l'umanità può viaggiare nei cieli e andare si altri pianeti, perchè esseri da altri pianeti non dovrebbero poter visitare la Terra?
Questa è una delle spiegazioni con la quale si cerca di spiegare i moderni avvistamenti UFO.
E' però nata anche una nuova teoria: che alieni ci abbiano visitato nell'antichità e siano stati considerati esseri divini. Ma se questo fosse vero, non dovrebbero esserci delle prove? Forse c'erano. Ma ciò che dobbiamo fare è aprire gli occhi e la nostra immaginazione; forse le prove si trovano attorno a noi.
Nel maggio del 2008, venne fatta una dichiarazione dal Vaticano. Per la prima volta nei suoi 2000 anni di storia la Chiesa cattolica ha ammesso la possibilità che altre forme di vita intelligenti esistano su altri pianeti e che credere negli extraterrestri non contraddice il credo in Dio.
Ciò significa che stiamo entrando in un'Era in cui l'Universo comincia ad essere considerato in maniera diversa rispetto a come lo era in passato e se questa realtà esiste per noi, perchè non potrebbe esistere anche per altri esseri nell'Universo che potrebbero aver visitato la nostra Terra e guidato la cultura in tempi antichi.
Ma cosa ha portato questo cambiamento nel pensiero religioso, la Chiesa potrebbe essere stata influenzata dalle recenti scoperte scientifiche.
Nel 2002 la sonda Odyssey ha rilevato ingenti quantità d'acqua sotto la superficie marziana; la presenza di ghiaccio e la possibilità che ci sia acqua porta a pensare che la vita possa esistere e si sia sviluppata anche su altri pianeti.
Dopo decenni, dopo aver messo in orbita Space Shuttle e sonde, l'idea di spedire l'uomo verso Marte e oltre illumina l'immaginazione e fa pensare che l'umanità ed esseri alieni abbiano incrociato i loro cammini in passato.
Nel 1968, un anno prima dell'epico viaggio di Neil Armstrong, fu pubblicato un libro che cambiò per alcuni scienziati, religiosi e creazionisti il modo di vedere la Terra. Scritto dall'autore svizzero Erich Von Daniken, "Chariots of the Gods" cercava di dimostrare che esploratori alieni avevano visitato la Terra migliaia di anni fa. Erich iniziò anche a leggere migliaia di pagine dell'inizio delle religioni, di ogni mito, è sempre la stessa storia, cambiano però i nomi e gli eroi; qualcuno scese dai cieli e i nostri padri non capirono, pensarono che si trattasse di qualche Dio. L'autore rimase così sorpreso e si pose la domanda: "Ma se gli uomini primitivi fossero stati influenzati da extraterrestri e non dalle divinità?". Tutto si dimostrava essere come aveva sostenuto, bisognava solo trovare le prove; così iniziò cercando qualche indicazione: ci sono prove nelle pitture, in artefatti e ci sono un sacco di indicazione nelle letterature antiche che non possono essere più negate.
L'idea che gli Dei dell'antichità siano astronauti è eccitante; è un nuovo modo per guardare al passato, alle civiltà antiche e unisce i viaggi spaziali, concetti odierni, agli eventi del passato.
...in aggiornamento...
"E' un piccolo passo per l'uomo, ma un grande balzo per l'umanità".
Ma se l'umanità può viaggiare nei cieli e andare si altri pianeti, perchè esseri da altri pianeti non dovrebbero poter visitare la Terra?
Questa è una delle spiegazioni con la quale si cerca di spiegare i moderni avvistamenti UFO.
E' però nata anche una nuova teoria: che alieni ci abbiano visitato nell'antichità e siano stati considerati esseri divini. Ma se questo fosse vero, non dovrebbero esserci delle prove? Forse c'erano. Ma ciò che dobbiamo fare è aprire gli occhi e la nostra immaginazione; forse le prove si trovano attorno a noi.
Nel maggio del 2008, venne fatta una dichiarazione dal Vaticano. Per la prima volta nei suoi 2000 anni di storia la Chiesa cattolica ha ammesso la possibilità che altre forme di vita intelligenti esistano su altri pianeti e che credere negli extraterrestri non contraddice il credo in Dio.
Ciò significa che stiamo entrando in un'Era in cui l'Universo comincia ad essere considerato in maniera diversa rispetto a come lo era in passato e se questa realtà esiste per noi, perchè non potrebbe esistere anche per altri esseri nell'Universo che potrebbero aver visitato la nostra Terra e guidato la cultura in tempi antichi.
Ma cosa ha portato questo cambiamento nel pensiero religioso, la Chiesa potrebbe essere stata influenzata dalle recenti scoperte scientifiche.
Nel 2002 la sonda Odyssey ha rilevato ingenti quantità d'acqua sotto la superficie marziana; la presenza di ghiaccio e la possibilità che ci sia acqua porta a pensare che la vita possa esistere e si sia sviluppata anche su altri pianeti.
Dopo decenni, dopo aver messo in orbita Space Shuttle e sonde, l'idea di spedire l'uomo verso Marte e oltre illumina l'immaginazione e fa pensare che l'umanità ed esseri alieni abbiano incrociato i loro cammini in passato.
Nel 1968, un anno prima dell'epico viaggio di Neil Armstrong, fu pubblicato un libro che cambiò per alcuni scienziati, religiosi e creazionisti il modo di vedere la Terra. Scritto dall'autore svizzero Erich Von Daniken, "Chariots of the Gods" cercava di dimostrare che esploratori alieni avevano visitato la Terra migliaia di anni fa. Erich iniziò anche a leggere migliaia di pagine dell'inizio delle religioni, di ogni mito, è sempre la stessa storia, cambiano però i nomi e gli eroi; qualcuno scese dai cieli e i nostri padri non capirono, pensarono che si trattasse di qualche Dio. L'autore rimase così sorpreso e si pose la domanda: "Ma se gli uomini primitivi fossero stati influenzati da extraterrestri e non dalle divinità?". Tutto si dimostrava essere come aveva sostenuto, bisognava solo trovare le prove; così iniziò cercando qualche indicazione: ci sono prove nelle pitture, in artefatti e ci sono un sacco di indicazione nelle letterature antiche che non possono essere più negate.
L'idea che gli Dei dell'antichità siano astronauti è eccitante; è un nuovo modo per guardare al passato, alle civiltà antiche e unisce i viaggi spaziali, concetti odierni, agli eventi del passato.
...in aggiornamento...
13 luglio, 2011
AREA 51
E’ l’installazione militare più sicura e nascosta delgli Stati Uniti. Alcuni esperti ufologi dichiarano che la base contiene anche dischi volanti e corpi di alieni.
Questa base è stata a lungo al centro di strane storie riguardanti vita e morte extraterrestre ed un giorno ciò che è accaduto nell’Area 51 verrà svelato e l’opinione pubblica rimarrà sconvolta da quello che è stato fatto in suo nome.
Lungo l’autostrada 375, nel Nevada centrale, non ci sono città vere e proprie, solo piccole comunità, se così si possono chiamare, poche e lontanissime l’una dal’altra; e gli unici rumori che disturbano questa natura primitiva sono i serpenti a sonagli, i coyote e i jet.
L’autostrada 375 corre lungo il fianco orientale del “Southwest test and training range complex”, al suo centro si trova la base dell’aviazione Nellis, quasi 8.000 km quadrati di terra e di cielo, conosciuta come il parco giochi privato dei militari; qui si addestrano i top gun dell’aviazione militare.
Per i piloti da combattimento che si addestrano a Nellis, l’unico limite è il cielo, con una sola eccezione: "a nessuno, indipendentemente dal grado, è permesso di volare in qualsiasi momento e a ogni altitudine, nello spazio aereo denominato R-4808". Nel gergo dell’aeronautica questo spazio aereo viene chiamato “Dreamland“ (nome dato da un pilota ispirato dal titolo di un poema di Edgar Allan Poe). Dreamland si estende per circa 100 km quadrati sul territorio più sicuro e segreto degli Stati Uniti, e al suo interno c’è la zona misteriosa conosciuta come “AREA 51”.
L’idea di una base segreta nel bel mezzo del Nevada, dove il tutto è possibile perché non si sa cosa vi accade, da sola già stuzzica la fantasia di molte persone.
Per quasi mezzo secolo l’Area 51 ha rappresentato il segreto militare meglio custodito, a tal punto che fino a poco tempo fa il Governo degli Stati Uniti ne negava l’esistenza nonostante tutti sanno che il posto esiste, tutti sanno che è operativo, ma per il Governo è un segreto. In ogni caso, per un luogo che ufficialmente non esiste, l’Area 51 ha un livello di sicurezza fuori dal comune.
Lungo le polverose strade senza nome che corrono ai lati dell’autostrada 375, molti segnali avvisano i curiosi che è vietato entrare, fotografare, disegnare o anche solo guardare oltre questo punto. Sensori di movimento sulla strada e lungo tutto il perimetro mettono in allerta un unità di sicurezza privata che subito intercetta gli intrusi.
Lungo le polverose strade senza nome che corrono ai lati dell’autostrada 375, molti segnali avvisano i curiosi che è vietato entrare, fotografare, disegnare o anche solo guardare oltre questo punto. Sensori di movimento sulla strada e lungo tutto il perimetro mettono in allerta un unità di sicurezza privata che subito intercetta gli intrusi.
Per quanto ne so, nessuno è mai riuscito a penetrare nella base e bisogna essere molto stupidi per provarci.
Esattamente cosa nasconde il Governo nell’Area 51? Quale progetto può richiedere un tale livello di sicurezza? La risposta rimane uno dei misteri più impenetrabili dell’America, e non solo. Ma l'assenza totale di informazioni è la cosa più intrigante e stuzzicante che ci possa essere nell’era dell’informazione.
Il rifiuto continuo da parte del Governo di ammettere l’esistenza di una base a Groom Lake ovviamente alimenta l’interesse del pubblico. Riflettendo, se ammettessero che c’è una base nominata Area 51, che stanno lavorando su progetti segreti e che hanno bisogno di segretezza per motivi di sicurezza nazionale non attirerebbero neanche la metà dei pazzi e dei curiosi che si ritrovano lì oggi. E invece negano la sua stessa esistenza, sostenendo che non esiste nessuna base con questo nome, mantengono sotto stretto riservo i programmi che vi conducono e non hanno neanche dichiarato quale agenzia la controlla.
Esattamente cosa nasconde il Governo nell’Area 51? Quale progetto può richiedere un tale livello di sicurezza? La risposta rimane uno dei misteri più impenetrabili dell’America, e non solo. Ma l'assenza totale di informazioni è la cosa più intrigante e stuzzicante che ci possa essere nell’era dell’informazione.
Il rifiuto continuo da parte del Governo di ammettere l’esistenza di una base a Groom Lake ovviamente alimenta l’interesse del pubblico. Riflettendo, se ammettessero che c’è una base nominata Area 51, che stanno lavorando su progetti segreti e che hanno bisogno di segretezza per motivi di sicurezza nazionale non attirerebbero neanche la metà dei pazzi e dei curiosi che si ritrovano lì oggi. E invece negano la sua stessa esistenza, sostenendo che non esiste nessuna base con questo nome, mantengono sotto stretto riservo i programmi che vi conducono e non hanno neanche dichiarato quale agenzia la controlla.
Nell’Area 51 è estremamente difficile separare il mito dalla realtà; quello che sappiamo ci viene da ex impiegati, da documenti governativi resi pubblici e dalla tenacia di molti ricercatori.
Il Nevada centrale può non essere adatto all’uomo o agli animali, ma è perfetto per i test nucleari. E il 2 febbraio 1951, la commissione dell’energia nucleare autorizzò l’esplosione di una bomba atomica a circa 50 km a sud-ovest di Groom Lake, dove era stata di recente creata una zona riservata di 320 km quadrati, denominata “Nevada Test Site”.
Quando fu creato il Nevada Test Site, venne diviso in diversi settori; non c’è un’apparente logica nella numerazione delle diverse aree sulla mappa, ma l’Area 51 fu il numero dato alla zona in alto a nord-ovest, che includeva il Groom Lake.
Il Nevada centrale può non essere adatto all’uomo o agli animali, ma è perfetto per i test nucleari. E il 2 febbraio 1951, la commissione dell’energia nucleare autorizzò l’esplosione di una bomba atomica a circa 50 km a sud-ovest di Groom Lake, dove era stata di recente creata una zona riservata di 320 km quadrati, denominata “Nevada Test Site”.
Quando fu creato il Nevada Test Site, venne diviso in diversi settori; non c’è un’apparente logica nella numerazione delle diverse aree sulla mappa, ma l’Area 51 fu il numero dato alla zona in alto a nord-ovest, che includeva il Groom Lake.
Tra il 1951 e il 1954 l’Area 51 è soltanto un settore di deserto disabitato nel reticolo del Nevada Test Site. Per capire com’è diventato il sito di una delle più segrete basi militari del mondo, bisogna fare un piccolo viaggio a Burbank, in California.
Negli anni ’50 gli hangar e le basi di esercitazione intorno all’aeroporto di Burbank appartenevano alla Lockheed, l’appaltatore aeronautico più importante dello Stato.
Quello che il cittadino medio statunitense non sa è che la Lockheed nascondeva al suo interno una base segreta di test conosciuta come “Skunk Works”. La base era diretta dal pioniere dell’aviazione Kelly Johnson. Egli era probabilmente il più brillante ingegnere aerodinamico degli Stati Uniti.
Due settimane dopo il primo volo di prova, esattamente il 18 agosto del ’55, il presidente Dwight Eisenhower firmò l’ordine esecutivo numero 10.633 con il quale per la prima volta si mettevano delle restrizioni sullo spazio aereo nella zona di Groom Lake, e per proteggere ulteriormente il lavoro della Skunk Works, il 20 giugno del ’58, venne emanato un ordine pubblico che di fatto rendeva i 100 km quadrati intorno a Groom Lake ufficialmente inesistenti.
Negli anni ’50 gli hangar e le basi di esercitazione intorno all’aeroporto di Burbank appartenevano alla Lockheed, l’appaltatore aeronautico più importante dello Stato.
Quello che il cittadino medio statunitense non sa è che la Lockheed nascondeva al suo interno una base segreta di test conosciuta come “Skunk Works”. La base era diretta dal pioniere dell’aviazione Kelly Johnson. Egli era probabilmente il più brillante ingegnere aerodinamico degli Stati Uniti.
Johnson e la sua squadra “Skunk Works” erano famosi non solo per costruire velivoli all’avanguardia, ma anche per farlo velocemente, a basso costo e segretamente.
Questo è il motivo per cui il Governo si rivolse a Johnson nell’estate del ’54; la guerra fredda esigeva un’arma segreta. La CIA fece una specifica richiesta: avevano bisogno di un aereo in grado di sorvolare l’Unione Sovietica per spiare le loro attività militari e ottenere informazioni su caccia, missili e sulle armi nucleari, poiché ancora non esistevano i satelliti spia.
Kelly Johnson progettò così l’U-2, un caccia a lungo raggio in grado di volare a 21.000 metri d’altitudine fuori dalla portata dei radar. I lavori sul nuovo aereo iniziarono nell’inverno del ’54, e nove mesi dopo l’U-2 era pronto per un volo di prova.
Fino ad allora i test erano stati condotti ad Edwards, ora era chiaro che se questo velivolo doveva rimanere a tutti i costi segreto, era necessario trovare un luogo più protetto per condurre il test di prova.
Così Kelly Johnson insieme al pilota del test Tony LeVier si diressero a est in cerca di un luogo adatto; volando sulle Grown Mountain notarono l’enorme letto asciutto di un lago che ricordava molto la base di Edwards; il fatto che fosse stato utilizzato per più di 4 anni per test nucleari rappresentava un vantaggio.
Avevano bisogno di un luogo lontano da occhi indiscreti per provare il loro aereo spia, e quale luogo migliore di un sito per i test nucleari nel Nevada dove nessuno si sarebbe mai avventurato.
Il 14 luglio 1955 il primo prototipo di U-2 venne trasportato da Burbank all’Area 51, e tre settimane più tardi, il 4 agosto 1955, era pronto a volare e il Governo aveva già pronta la sua storia di copertura. L’aereo spia U-2 all’inizio fu presentato come un aereo meteorologico.
Due settimane dopo il primo volo di prova, esattamente il 18 agosto del ’55, il presidente Dwight Eisenhower firmò l’ordine esecutivo numero 10.633 con il quale per la prima volta si mettevano delle restrizioni sullo spazio aereo nella zona di Groom Lake, e per proteggere ulteriormente il lavoro della Skunk Works, il 20 giugno del ’58, venne emanato un ordine pubblico che di fatto rendeva i 100 km quadrati intorno a Groom Lake ufficialmente inesistenti.
In realtà, questi provvedimenti non servirono a mantenere segreta l'esistenza degli U-2 all'Unione Sovietica, che aveva spie infiltrate nell'installazione militare turca, dove erano di base gli U-2 stessi.
I russi vennero presto a conoscenza che gli aerei spia si trovavano lì. Il piano era di mantenere l'operazione segreta fino a quando i russi non avessero abbattuto un primo U-2: e questo è ciò che accadde.
Il 1° maggio 1960 il pilota Francis Gary Powers a bordo di un U-2, venne abbattuto nei celi dell'Unione Sovietica.
Il presidente Eisenhower all'inizio negò che si trattasse di un aereo spia, ma dai fatti che emersero fu presto chiaro che si trattava di qualcosa di cui il popolo americano era stato tenuto all'oscuro.
La risposta del Governo alle rivelazioni su l'U-2 non aveva l'intento di fare chiarezza, ma quello di rendere il sito di prova a Groom Lake ancora più sicuro, più inavvicinabile. Il Governo non voleva assolutamente che qualcuno scoprisse che nell'Area 51 era già in costruzione il prossimo aereo segretissimo.
La CIA fu chiara, voleva un nuovo aereo che non solo doveva essere in grado di volare ad una quota più alta, ma doveva raggiungere una velocità tale da sfuggire al controllo dei radar.
Il 15 gennaio 1962 l'aeronautica chiese che lo spazio aereo riservato sopra Groom Lake venisse quadruplicato. Tre mesi più tardi il prototipo segreto A-12 faceva il suo promo volo di prova.
Credo che sia una delle più incredibili innovazioni tecnologiche della storia. E' un aereo che sembra provenire dal futuro, e invece ha volato la prima volta all'inizio degli anni '60.
Ma come l'U-2, l'A-12 non rimase segreto a lungo; nell'anno delle elezioni del '64 il presidente Linde Johnson rivelò l'esistenza del Blackbird (A-12) al pubblico americano.
Johnson disse che l'aereo era stato testato ad Edwards, ma in quella base non c'erano A-12 e non ce ne sarebbero mai stati.
Quando la stampa venne invitata ad Edwards per l'inaugurazione dell'A-12, la macchina segreta all'interno dell'Area-51 fu costretta a lavorare di fantasia. Due A-12 furono portati in tutta fretta ad Edwards, volarono a velocità Mach 3, e quando atterrarono erano ancora surriscaldati dal calore sviluppato dall'attrito con l'aria, ma per tenerli lontani da occhi indiscreti furono subito portati dentro l'hangar dove scattò il sistema antincendio bagnando tutti gli ospiti in attesa dell'arrivo dell'aereo.
Mentre la nazione veniva distratta con l'A-12 gli ingegneri dell'Area 51 erano già impegnati nella progettazione del suo successore: Il Blackbird SR-71.
All'epoca dei primi SR la base si era espansa enormemente con nuovi edifici e nuovi serbatoi per il carburante. Con strutture più moderne e capienti la storia dell'Area 51 cominciò a cambiare profondamente.
Ogni designazione dell'Area 51 riguardo al suo uso come base di test a Groom Lake non venne segnata in nessuna mappa del Governo, fu anche tolta dalle immagini del database dei satelliti americani governativi che erano su internet.
Il 1° maggio 1960 il pilota Francis Gary Powers a bordo di un U-2, venne abbattuto nei celi dell'Unione Sovietica.
Il presidente Eisenhower all'inizio negò che si trattasse di un aereo spia, ma dai fatti che emersero fu presto chiaro che si trattava di qualcosa di cui il popolo americano era stato tenuto all'oscuro.
La risposta del Governo alle rivelazioni su l'U-2 non aveva l'intento di fare chiarezza, ma quello di rendere il sito di prova a Groom Lake ancora più sicuro, più inavvicinabile. Il Governo non voleva assolutamente che qualcuno scoprisse che nell'Area 51 era già in costruzione il prossimo aereo segretissimo.
La CIA fu chiara, voleva un nuovo aereo che non solo doveva essere in grado di volare ad una quota più alta, ma doveva raggiungere una velocità tale da sfuggire al controllo dei radar.
Il 15 gennaio 1962 l'aeronautica chiese che lo spazio aereo riservato sopra Groom Lake venisse quadruplicato. Tre mesi più tardi il prototipo segreto A-12 faceva il suo promo volo di prova.
Credo che sia una delle più incredibili innovazioni tecnologiche della storia. E' un aereo che sembra provenire dal futuro, e invece ha volato la prima volta all'inizio degli anni '60.
Ma come l'U-2, l'A-12 non rimase segreto a lungo; nell'anno delle elezioni del '64 il presidente Linde Johnson rivelò l'esistenza del Blackbird (A-12) al pubblico americano.
Johnson disse che l'aereo era stato testato ad Edwards, ma in quella base non c'erano A-12 e non ce ne sarebbero mai stati.
Quando la stampa venne invitata ad Edwards per l'inaugurazione dell'A-12, la macchina segreta all'interno dell'Area-51 fu costretta a lavorare di fantasia. Due A-12 furono portati in tutta fretta ad Edwards, volarono a velocità Mach 3, e quando atterrarono erano ancora surriscaldati dal calore sviluppato dall'attrito con l'aria, ma per tenerli lontani da occhi indiscreti furono subito portati dentro l'hangar dove scattò il sistema antincendio bagnando tutti gli ospiti in attesa dell'arrivo dell'aereo.
Mentre la nazione veniva distratta con l'A-12 gli ingegneri dell'Area 51 erano già impegnati nella progettazione del suo successore: Il Blackbird SR-71.
All'epoca dei primi SR la base si era espansa enormemente con nuovi edifici e nuovi serbatoi per il carburante. Con strutture più moderne e capienti la storia dell'Area 51 cominciò a cambiare profondamente.
Ogni designazione dell'Area 51 riguardo al suo uso come base di test a Groom Lake non venne segnata in nessuna mappa del Governo, fu anche tolta dalle immagini del database dei satelliti americani governativi che erano su internet.
...in aggiornamento...
10 luglio, 2011
Alieni nell'antico Egitto
Vi siete mai chiesti come gli egiziani abbiano costruito quelle imponenti piramidi? Vi siete mai domandati come hanno fatto a costruire le piramidi di con un ineffabile precisione ed in corrispondenza delle tre stelle di Orione? Abbiamo le prove che la razza aliena nota come i “Grigi”(e non solo loro), abbia visitato il nostro pianeta sin dall'antico Egitto.
A Saqqara in Egitto, all’interno della tomba di Ptah-Hotep risalente alla quinta dinastia, sono stati rilevate immagini che raffigurano servi che donano cibo al saggio Ptah-Hotep. Ingrandendo questa immagine possiamo vedere il Grigio Ptah-Hotep. Possibile?
Il sarcofago nella Grande Piramide è stato tagliato con una tale precisione che oggi neanche la tecnologia laser potrebbe riprodurne una copia.
Nel tempio del Nuovo Regno dedicato al dio maggiore Pantheon, sono stati ritrovati dei disegni su delle travi del soffitto. In questi disegni possiamo identificare un elicottero, un sottomarino, un aereo e un aliscafo. Ovviamente, ricercatori scettici sono riusciti a smentire la possibilità che questi disegni possano ricondurre a velivoli extraterrestri.
ecco i reperti.
A Saqqara in Egitto, all’interno della tomba di Ptah-Hotep risalente alla quinta dinastia, sono stati rilevate immagini che raffigurano servi che donano cibo al saggio Ptah-Hotep. Ingrandendo questa immagine possiamo vedere il Grigio Ptah-Hotep. Possibile?
Il sarcofago nella Grande Piramide è stato tagliato con una tale precisione che oggi neanche la tecnologia laser potrebbe riprodurne una copia.
Nel tempio del Nuovo Regno dedicato al dio maggiore Pantheon, sono stati ritrovati dei disegni su delle travi del soffitto. In questi disegni possiamo identificare un elicottero, un sottomarino, un aereo e un aliscafo. Ovviamente, ricercatori scettici sono riusciti a smentire la possibilità che questi disegni possano ricondurre a velivoli extraterrestri.
ecco i reperti.
08 luglio, 2011
Alieni dall'archivio dell' FBI.
Arrivavano alla chetichella, una luminosa strisciata nei cieli notturni e poi via. Non hanno mai lasciato tracce definitive ed univoche e ad oggi non sappiamo se la Terra "davvero" sia stata visitata dagli Alieni. Ma comunque la saga continua e lascia impronte serie: dagli archivi dell' FBI spuntano documenti su rapporti ufficiali di avvistamenti o presunti tali.
In uno di questi rapporti, l'agente Guy Hottel riferisce che tre oggetti volanti non identificati, il 22 marzo del 1950, precipitarono nel New Mexico e furono prelevati dai servizi investigativi. Gli oggetti non identificati erano abitati da inediti individui di taglia non superiore al metro, descritti come umanoidi.
In questo caso la forma dei velivoli era quella classica dell'immaginario lasciatoci da tante immagini accumulate da anni. Diametro di circa 16 metri con un rialzamento al centro, una cupola si direbbe.
L'agente Hottel dice che gli oggetti volavano in una zona con forti interferenze radar e che questa circostanza avrebbe potuto causare la caduta.
Altro avvistamento famoso fu quello di Roswell; anche questo come il primo riferiti nel sito Vault dell' FBI. Ancora oggi il dubbio è se si fosse trattato di un pallone sonda o di un disco volante .
Sono segreti non più segreti, o meglio, notizie un tempo riservate e ora non più.
In uno di questi rapporti, l'agente Guy Hottel riferisce che tre oggetti volanti non identificati, il 22 marzo del 1950, precipitarono nel New Mexico e furono prelevati dai servizi investigativi. Gli oggetti non identificati erano abitati da inediti individui di taglia non superiore al metro, descritti come umanoidi.
In questo caso la forma dei velivoli era quella classica dell'immaginario lasciatoci da tante immagini accumulate da anni. Diametro di circa 16 metri con un rialzamento al centro, una cupola si direbbe.
L'agente Hottel dice che gli oggetti volavano in una zona con forti interferenze radar e che questa circostanza avrebbe potuto causare la caduta.
Altro avvistamento famoso fu quello di Roswell; anche questo come il primo riferiti nel sito Vault dell' FBI. Ancora oggi il dubbio è se si fosse trattato di un pallone sonda o di un disco volante .
Sono segreti non più segreti, o meglio, notizie un tempo riservate e ora non più.
Il caso Roswell (1947)
Il caso Roswell è il più importante e documentato incidente di UFO dell'era moderna. Se la sua esatta datazione e ancora incerta, collocandosi comunque fra il 2 ed il 4 di Luglio 1947, certi sono i luoghi, gli avvenimenti ed i protagonisti che li vissero in prima persona. Ma sul caso il Pentagono decise di calare una pesante coltre di silenzio. Così, durante i primi dieci giorni di quel luglio ormai lontano, il "caso Roswell" finì sulle pagine di tutti i principali giornali del mondo, per poi essere dimenticato. Solo negli anni 80' è stato ufficiosamente riaperto il caso da uno stuolo di ricercatori che ne hanno ripercorso tutti i fatti, giungendo alla conclusione che l'incidente accadde realmente e che il Governo statunitense lo mise a tacere, come è stato, nel corso degli anni, per la maggioranza dei testimoni che vi furono direttamente coinvolti.
La cittadina di Roswell, in Nuovo Messico, aveva nel 1947 un indiscutibile primato strategico: ospitava nelle vicinanze una base aerea dell'Esercito Americano, nel cui perimetro era stanziato il 509 Gruppo Bombardieri, l'unico gruppo da bombardamento al mondo armato con ordigni nucleari, gli stessi che due anni prima avevano posto termine, con Hiroshima e Nagasaki, alla II Guerra Mondiale. Il "caso" nasce il 2 luglio - durante il fine settimana festivo del 4, giorno dell'Indipendenza statunitense - quando il Sig. Dan Wilmot e sua moglie osservano verso le 21.50 un oggetto luminoso discoidale sfrecciare in direzione della località di Corona. Nella notte scoppia un violento temporale, il cielo è coperto, a tratti illuminato da bagliori e squassato dai tuoni. E' in quelle ore, prima dell'alba del 3 luglio che, probabilmente, avviene l'incidente: un UFO, per cause mai accertate, precipita nel deserto. I frammenti dell’ordigno furono inviati a Wright Patterson, e su decisione del Presidente H. Truman venne istituito un comitato speciale formato da scienziati e militari (Majestic-12) avente lo scopo di studiare l’astronave e il suo equipaggio alieno.
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